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La spedizione Endurance fu la prima missione con destinazione Antartide organizzata dal Regno Unito dopo che Roald Amundsen aveva battuto Robert Falcon Scott nella corsa al Polo nel dicembre 1911. La sconfitta e la tragica fine di Scott e dei suoi uomini erano state un grande smacco per il Regno Unito che aveva tentato, con ben tre spedizioni nel decennio precedente, di essere il primo paese a raggiungere il Polo Sud.
Ernest Shackleton era un esploratore di grande esperienza: aveva partecipato alla spedizione Discovery, la prima missione britannica nel continente, e comandato la seconda, la spedizione Nimrod dove aveva stabilito il record di Furthest South spingendosi sino a 88° 23' sud. Pur trovandosi a soli 180 km dal Polo lui ed i suoi uomini erano stanchi ed i viveri talmente scarsi che decisero di tornare indietro. La missione consentì comunque a Shackleton di guadagnare una discreta fama in patria.
In questo contesto Shackleton iniziò la sua raccolta di finanziamenti per organizzare una missione che doveva consentire ad un gruppo di britannici di attraversare l'Antartide, dal mare di Weddell, (oceano Atlantico), al mare di Ross (oceano Pacifico), passando per il Polo. Soltanto un altro esploratore aveva tentato di realizzare un'impresa del genere. Si trattava del tedesco Wilhelm Filchner che nel 1911 raggiunse con la sua spedizione la costa Luitpold sino a spingersi nella baia di Vahsel a 78° sud. Il fallimento dei tentativi di realizzare una base sul continente lo obbligarono però a tornare in Europa ancor prima di iniziare la traversata.
Il piano di Shackleton prevedeva che l'Endurance raggiungesse la baia di Vahsel per poi utilizzare questo territorio già conosciuto dai resoconti di Filchner come luogo di partenza per la traversata. Un'altra spedizione, partendo dalla barriera di Ross, avrebbe dovuto predisporre dei depositi con provviste e materiali ad uso dei gruppo del mare di Weddell per rendere possibile il viaggio trans-continentale di oltre 3 000 chilometri. La prima difficoltà di questo piano consisteva nel raggiungere la parte meridionale del mare di Weddell bloccato per buona parte dell'anno dalla banchisa e sbarcare uomini e materiali in condizioni climatiche avverse.
Obiettivi scientifici
Oltre a rappresentare la prima spedizione ad attraversare il continente antartico con la conseguente scoperta (e rivendicazione per il Regno Unito) dei territori sconosciuti che sarebbero stati incontrati durante il tragitto, Shackleton aveva stabilito anche diversi obiettivi scientifici:
- dalla base stabilita nel mare di Weddell il gruppo doveva studiare la fauna terrestre e marina ed effettuare rilevazioni meteorologiche;
- sempre partendo dal mare di Weddell due spedizioni dovevano dirigersi verso la terra di Graham e la terra di Enderby, per effettuare osservazioni essenzialmente di natura geologica;
- dal mare di Ross alcuni geologi dovevano raggiungere il ghiacciaio Beardmore con lo scopo di migliorare la conoscenza della formazione del continente;
- infine entrambe le navi avevano in programma diversi rilievi idrografici, tra cui la misurazione della profondità dei fondali marini attraversati.
Preparazione e finanziamento della spedizione
Shackleton deve bussare a numerose porte per trovare i fondi necessari all'impresa. Il maggior contributore lo trova nel ricco industriale James Key Caird che lo finanzia con 24 000 sterline. Tra i maggiori benefattori vi sono poi Janet Stancomb-Wills figlia di un magnate del tabacco e Dudley Docker della Birmingham Small Arms Company. Il governo britannico contribuisce con 10 000 sterline e 1 000 vengono dalla Royal Geographical Society. Ulteriori fondi sono ottenuti mediante una sottoscrizione tra alcune scuole del Regno Unito cui Shackleton intitolerà i cani della spedizione.
Per reclutare l'equipaggio il primo gennaio 1914 viene pubblicato un annuncio sul giornale grazie al quale Shackleton può scegliere i 56 uomini di cui ha bisogno tra oltre 5 000 candidati.
Shackleton acquista due navi, l'Endurance per la spedizione nel mare di Weddell e l'Aurora per il gruppo diretto nel mare di Ross. Entrambe incontreranno serie difficoltà durante il loro viaggio, ma la storia del gruppo dell'Endurance è la più conosciuta.
La spedizione del mare di Weddell
Il viaggio dell'Endurance
Shackleton rimanda la data di partenza per completare gli ultimi preparativi, ma Winston Churchill, allora First Lord of the Admiralty, gli impone di salpare . L'Endurance parte da Plymouth il 9 agosto 1914 e fa una breve sosta a Buenos Aires per poi raggiungere Grytviken nella Georgia del Sud. A causa di un pack insolitamente esteso, la nave ed i 28 uomini di equipaggio devono attendere sino al 5 dicembre per spingersi più a sud. La spedizione incontra i primi iceberg prima del nuovo anno, ma Shackleton ritiene che l'Endurance sia in grado di navigare sino al luogo di sbarco prefissato.
Il 10 gennaio 1915 sono avvistati dei grandi muri di ghiaccio alti oltre 30 metri che coprono una porzione di costa antartica. Si tratta della terra di Coats, scoperta nel 1904 da William Speirs Bruce, l'ultimo esploratore britannico che si era spinto in quei luoghi.
Due giorni più tardi la nave raggiunge una latitudine di 74°sud ed entra in una regione inesplorata a nord della costa di Luitpold. Shackleton decide di chiamare il territorio appena scoperto costa di Caird, in onore di uno dei finanziatori della spedizione, James Key Caird.
Più la nave avanza verso sud, più la navigazione si fa difficoltosa a causa dell'ispessimento della banchisa, ma Shackleton resta fiducioso. A metà gennaio l'Endurance riesce a percorrere giornalmente una distanza variabile: talvolta lo scafo è totalmente immobilizzato dal ghiaccio ed allora l'equipaggio non può fare altro che attendere, ma in altre occasioni la banchisa è sufficientemente frammentata da permettere di avanzare con una certa libertà. Con grande difficoltà la spedizione tenta di raggiungere il suo obiettivo a 78°sud.
Verso il 19 gennaio 1915 l'Endurance riesce a muoversi un'ultima volta prima di essere definitivamente bloccata dal ghiaccio a 76°34′S 31°30′W / -76.567, -31.5. Shackleton scrive:
Gli uomini si accampano sul ghiaccio, portando con sé i cani, i materiali, le provviste e tre scialuppe di salvataggio. La temperatura esterna è intorno ai -25°C e le settimane seguenti saranno utilizzate per salvate tutto quanto possibile dalla nave, in particolare verranno recuperate le fotografie ed il materiale fotografico, in un primo tempo abbandonato. Nel frattempo la nave continua ad essere sottoposta alle violente pressioni della banchisa che provocano numerose rotture tanto che, il 15 novembre 1915 l'Endurance si inabissa definitivamente a 69°00′S 51°30′W / -69, -51.5.
A piedi in Antartide
Senza le provviste e l'equipaggiamento stivati nell'Endurance non era più possibile continuare la spedizione come programmato. Shackleton fa sapere ai suoi uomini che adesso devono pensare soltanto a come far ritorno nel Regno Unito.
Inizialmente il gruppo si dirige verso l'isola Paulet che quindici anni prima aveva dato rifugio ai naufraghi della spedizione Nordenskjöld-Larsen. Shackleton crede infatti che una distanza di 450 chilometri sia tutto sommato ragionevole e che le provviste, calcolate per attraversare un continente, siano sufficienti agli uomini per raggiungere la meta. Una volta intrapreso il viaggio esso si rivela però molto più difficile del previsto. La superficie del pack non ha infatti molto in comune con quella del continente: a causa della pressione orizzontale il ghiaccio si solleva creando ammassi alti anche tre metri che rendono la progressione difficile e faticosa tanto più che il gruppo deve trascinare le scialuppe e le slitte con l'attrezzatura. Inoltre man mano che il tempo migliora il moto ondoso fa spezzare la banchisa più a nord e rende quella dove si trova la spedizione via via più sottile e fragile contribuendo ad aumentare difficoltà e pericoli. Muoversi sul ghiaccio diventa presto un rischio perché esso spezzandosi può separare gli uomini o far rovesciare una barca, danneggiandola seriamente. Shackleton tenta per due volte di far avanzare i suoi uomini, ma il gruppo si rivela troppo lento: in occasione di uno di questi tentativi riescono infatti a percorrere soltanto 18 chilometri in sette giorni di sforzi in
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